A tutti i queridos
ai tàngheri e ai tangueros
a quelli che il tango
ai passi che facciamo
ai pavimenti di tutto il mondo
alle viejas zapatos y a las nuevas
alle coppie perdute e quelle trovate
alla tanda perfetta
a Buenos Aires che aspetta
alle mirade che ci incontrano
a quelle che sappiamo dire
agli abbracci che saremo
a questa milonga virtual
al tango che è stato e a quello che verrà
A voi, a noi... a tutti ...
C'è chi c'era... in crociera. E chi non c'era.
Il video è dedicato ad entrambi.
Ma è anche dedicato a un'amica mia. Lei non c'era in crociera, ma avrebbe dovuto perchè la stessa idea la pensò 10 anni fa. Lei è una di quelle che il tango non lo chiacchiera, lo fa. Nei fatti e per tutti. E quelli come lei che davvero sanno organizzare il tango fanno una gran cosa, bella e faticosa. Spesso tanto silenziosa.
Grazie Rosy. Alma de tango di quaggiù.
N.B. C'è chi c'era (ed eravate in tanti blogqueridos!) anche al Festivallo di Mantova.
Un reportino veloce veloce ci farebbe piacere, per noi che non c'eravamo
son quasi due anni che ballo. ho imparato pochi passi che sono ancora incerti e dipendono moltissimo da chi me li fa fare. ho imparato l'ambiente, ma non son sicura di conoscerlo. conosco i gesti, ma non son sicura di averli imparati. sembra che abbia la maledizione di gardel, non riesco ad avere un ballerino fisso per più di qualche mese, vengono spediti nel giro di poco in giro per il mondo per lavoro (l'ultimo in kazakisthan -giuro, non è una battuta- pare individuato in un container radioattivo -questa si è una battuta, almeno spero-) ciò nonostante, o proprio per questo mi sento più tranquilla quando ballo, non come l'altr'anno che andavo letteralmente nel pallone quando qualcuno, non dei soliti, m'invitava a ballare. mi diverto moltissimo. davvero. mi fa bene. e mi diverte muovermi ballando, esibire una supposta e non certificata femminilità. a lezione ballo non solo come didattica, ma come immersione totale in un altro mondo, anche li, senza milonga, emigro verso altri lidi. quando i SOMMI MAESTRI decidono di far lezione su pugliese, il quale mi riempie di pulsioni più o meno legali, la milonga c'è, nella mia testa, ma c'è. almeno finchè non incontro sulla mia salida basica il ballerino didattico, che parla sempre, studia T-E-O-R-I-C-A-M-E-N-T-E i movimenti, e me li dice pure, lunedì mi son permessa e non lo farò mai più, di dire la mia di opinione sulla gestione di un passo e mi son sentita dire "STAI BUONA". stai buona. sto buona con chi mi fa star buona, con chi mi fa sentire come un bastoncino di legno leggero che un pò alla volta si gonfia di zucchero filato rosa. e le tanghiche sanno e lo zuccheriere sa. non è questione che il tanguero sia bello, brutto, maschio, femmina, alto, basso, magro, grasso. l'unica questione è non aver bisogno di parlare, di far conversazione, amicizia, di raccontarsi la storia della vita, di esibire una supposta fastidiosa cultura manzoniana, di canticchiare ingiuriosamente su pugliese, piazzolla, gotan o gardel. l'unica proiezione d'intenti (meglio se reciproca) vorrei fosse solo ballare sul tango, con chi balla da un mese, cinque anni o dieci, ma che abbia la stessa mia idea del ballare sul tango. e che non mi avvisi quando vuole un voleo "ooooooooooooooooooooops voleo".
dedicato alle tanghiche e particolarmente grata e devota a zia farola.
Io c'ho un debole per il tango escenario. Tutto. Lo so è un debole principiantesco.
Ma che ci posso fare? L'espectaculo mi acchiappa sempre. Mi abbindola. Per quel suo misto di tecnica e interpretazione, di performance e drammaturgia. Che è anche un po' tanto didascalico e sopra le righe.
Ma ci sta, ci sta. Il tango è anche questo.
Se il tango fosse uno sport o una danza sportiva forse potrei capire. Forse.